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How Can I Tell Others? (Episode 10)
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How Can I Tell Others? (Episode 10)
Words matter, especially from someone you love and respect. Jesus last earthly words are life changing.
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Then Jesus came to them and said, “All authority in heaven and on earth has been given to Me. Therefore go and make disciples of all nations, baptizing them in the name of the Father and of the Son and of the Holy Spirit, and teaching them to obey all that I have commanded you. And surely I am with you always, even to the end of the age.”
Berean Standard Bible
Public Domain
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Italian (Italiano)
Nella mia breve ma intensa vita su questa terra,
c'è stata una frase che mi è stata detta
probabilmente più volte del necessario.
È la frase: "Le ultime parole famose!".
Ricordo che non molto tempo dopo aver preso la patente,
ero in giro per la città con un mio amico.
Nonostante lui mi avesse esortato a pagare il parcheggio,
gli dissi che ci saremmo fermati solo per pochi minuti
e che non sarebbe successo nulla.
Lui disse: "Le ultime parole famose!" Ed ecco che mi sono ritrovato la multa.
Un'altra volta, stavo giocando a golf con mio fratello, nella fattoria di mio zio.
Nel momento in cui stava per lanciare la pallina,
io ero rimasto lì vicino.
Mi disse di spostarmi, ma io gli risposi: "Sto benissimo qui!".
Lui disse: "Le ultime parole famose!"
La palla mi ha colpito così forte che ho ancora un bernoccolo sulla fronte.
Insomma mi è capitato spesso di udire le ultime parole di una persona
e queste hanno avuto un impatto molto profondo su di me.
C’era il mio vicino di casa, quando ero piccolo Si chiamava Larry.
Faceva il postino,
e usava una di quelle biciclette da postino vecchio stile
con il cestino davanti.
Ricordo che quando andavo all'asilo e Larry faceva il turno di mattina,
veniva a prendermi a mezzogiorno e io tornavo a casa dentro il cestino.
Era un sogno!
Ricordo che Larry è sempre stato presente anche quando ero adolescente.
Capitava a volte che tornavo a casa da scuola
e avevo dimenticato le chiavi, ma Larry mi invitava sempre ad entrare.
Prendevamo un tè o una cioccolata.
Sebbene avesse 40 anni più di me,
era un carissimo amico.
Perciò, quando si ammalò di cancro
è stato devastante.
Ha trascorso i suoi ultimi giorni a casa,
dove ho avuto modo di parlare con lui poco prima che morisse.
Ricordo benissimo l'incontro e le parole che mi disse.
Ricordo che con un grande sorriso sul volto,
disse che non vedeva l'ora di incontrare Gesù.
Sono rimasto davvero sorpreso, perché in quel momento la mia fede stava maturando,
ma vedere la gioia negli occhi di un uomo morente
per questa realtà, mi ha riempito di una speranza più profonda.
Poi, mentre i suoi occhi si riempivano di lacrime,
ripensando ad alcuni dei suoi errori
e raccontandomi di un'amicizia particolare
che non era riuscito a ricucire, mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto:
"Johnny, prima di ogni altra cosa, sii gentile".
Possono essere parole semplici, ma è successo ben 10 anni fa.
La convinzione che suscitò in me allora è presente ancora oggi.
Le parole sono importanti e se pronunciate da qualcuno che si rispetta profondamente,
prima di lasciarci, diventano ancora più significative.
Consideriamo tutte le vicende della vita di Gesù
di cui abbiamo parlato finora in questi video,
a tutte le cose incredibili che ha detto.
Ricordate il discepolo Tommaso?
Lui ha tentennato nel dubbio, eppure Gesù lo ha cercato.
Non ha punito la sua incredulità.
Al contrario ha detto: "Tocca pure le mie ferite,
dove sono stato trafitto dai chiodi".
La gentilezza di Gesù ha permesso a Tommaso di ritrovare la sua fede.
La donna sorpresa in adulterio che venne gettata ai piedi di Gesù.
Si aspettava di essere giudicata e invece ha trovato il perdono
e le parole di Gesù che le hanno cambiato la vita.
Dopo tutte le parole incredibili che ha pronunciato,
secondo voi, quali parole avrà scelto per il suo addio?
È stato ucciso ed è risorto.
Ha trascorso circa 40 giorni con i suoi discepoli
e, poco prima di salire al cielo, ha lasciato i suoi seguaci con queste parole.
"Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.
Andate dunque, e fate miei discepoli tutti i popoli,
battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,
insegnando loro ad osservare tutti i comandamenti che vi ho dato.
E state certi che io sarò sempre con voi, fino alla fine dei tempi".
Queste parole
non sono necessariamente più importanti di altre.
Gesù desiderava soprattutto che i suoi discepoli si concentrassero sugli altri.
Voleva infondere nei loro cuori la profonda convinzione
che ciò che avevano ricevuto da Lui non dovevano tenerlo per sé,
ma condividerlo con il mondo intero.
Condividere le sue parole
e il suo messaggio che cambia la vita non doveva essere un compito per esperti,
ma per persone comuni, come voi e me.
Le parole che Gesù aveva pronunciato allora, sono altrettanto valide oggi,
nel portare avanti ciò che i primi discepoli hanno iniziato.
Ciò che mi ha aiutato nel tentativo di raggiungere gli altri
e di condividere la mia fede è la comprensione del ruolo che ho.
Non ho il compito di convincere gli altri ad avere fede,
ma piuttosto di mostrare loro la strada.
Gesù mi ha chiesto di condividere la speranza del suo messaggio
e di confidare che Dio faccia il resto.
È Dio che si fa conoscere,
ed è solo Dio che trasforma le nostre vite.
È un po' come fare il pane.
Ci vuole tanta farina,
ma è quella piccolissima quantità di lievito che trasforma il tutto.
Gesù fece ricorso a questa analogia per spiegare la diffusione del suo messaggio.
Disse che il regno dei cieli è simile al lievito
che una donna prende ed impasta con 40 chili di farina
finché tutta la pasta sia lievitata.
Ed ecco il punto: possiamo essere come quel lievito.
Possiamo unirci a Gesù nel compito di condividere la nostra fede,
confidando che Dio edifichi il suo regno.
Fare il pane e condividere con gli altri spesso hanno in comune la stessa difficoltà.
Richiede molto tempo.
A volte può essere complicato.
Ma il risultato merita sempre lo sforzo.
In questi ultimi 20 anni ho maturato nel mio cuore
la profonda convinzione di condividere la mia fede con gli altri.
Non è sempre stato così.
Le mie convinzioni sono partite da chi è Gesù.
Man mano che cresceva il mio rapporto con Dio,
ho capito che ciò che avevo trovato era qualcosa di cui tutti hanno bisogno.
La sfida che vi rivolgo è di prendere sul serio queste ultime parole di Gesù
e di pensare a un amico che potreste invitare in questa avventura di fede.
Spero che sarete ispirati e fiduciosi nell'utilizzare questa serie di video
per avviare con i vostri amici conversazioni che non avreste mai immaginato
e condividere la speranza che avete in Gesù.
Non si tratta del bel furgoncino,
o della bella Mini, e neanche di quanto sia fantastico il mio pane.
Si tratta di credere che Dio può fare molto di più di quanto potremmo mai immaginare
e di credere veramente che Gesù è con noi quando facciamo questo passo di fede
e invitiamo qualcun altro a partecipare al nostro viaggio.
Mi piace seguire l'esempio del discepolo Filippo.
Quando Gesù andava in giro a chiedere alle persone di diventare suoi discepoli,
arrivato da Filippo gli disse: "Seguimi".
Filippo saltò subito a bordo,
e andò a cercare il suo amico Nataniele
e gli disse: "Abbiamo incontrato colui di cui Mosè ha scritto nella legge,
e di cui hanno scritto anche i profeti.
Gesù di Nazareth, il figlio di Giuseppe".
La risposta di Nataniele fu perfetta.
Disse: "Nazareth?
Davvero può arrivare qualcosa di buono da quel posto?".
Cosa rispose Filippo?
"Vieni e vedrai".
Molti dei nostri amici reagiranno come Nataniele.
Penseranno a Gesù, alla fede, al cristianesimo.
C’è davvero qualcosa di buono in questo?
Non spetta a noi avere tutte le risposte,
ma possiamo invitare gli altri a venire a vedere.
Pensate ad un amico.
Pregate Dio di agire e godetevi l'avventura.






